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	<title>Centro Hotel Umbria&#187; Territorio</title>
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		<title>IL CAMMINO DI SAN FRANCESCO</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Mar 2011 14:39:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Territorio]]></category>

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		<description><![CDATA[Il CAMMINO DI SAN FRANCESCO è stato diviso ufficialmente  per praticità in ben 16 tappe. Chiaramente può essere percorso anche solo parzialmente, scegliendo le tappe più interessanti a livello naturalistico e paesaggistico. Qui di seguito rimetto tutto il cammino in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il CAMMINO DI SAN FRANCESCO </strong>è stato diviso ufficialmente  per praticità in ben 16 tappe. Chiaramente può essere percorso anche solo parzialmente, scegliendo le tappe più interessanti a livello naturalistico e paesaggistico. Qui di seguito rimetto tutto il cammino in 16 tappe e poi inserisco quella che è la proposta della nostra guida naturalistica professionista che accompagna i nostri gruppi.  Solo due parole in merito a Francesco, la nostra guida, che collabora da anni con noi. Parla inglese e oltre ad essere iscritta all’albo delle guide naturalistiche ha una laurea in teologia; questo gli permette di raccontare durante il percorso, la storia dei luoghi, dei santi e delle vicende ad essi legati, e a tutti quegli eventi che caratterizzano il nostro territorio in maniera assoluta. Questo rende le sue escursioni assolutamente avvincenti ed interessanti!  <span id="more-1693"></span> <strong>IL CAMMINO DI  SAN FRANCESCO</strong>:</p>
<p><strong> </strong> 1° Giorno: da Citerna a Città di Castello – Km 18,7 Dislivello +630 e -700- Livello di difficoltà E &#8211; tempo necessario 5 ore</p>
<p>2° giorno: da Città di Castello a Collevecchio – Km 11,2 Dislivello +400 e -110- Livello di difficoltà E &#8211; tempo necessario 4 ore</p>
<p>3° Giorno: Collevecchio Pietralunga – Km 18,5 Dislivello +460 e -520- Livello di difficoltà E &#8211; tempo necessario 5 ore</p>
<p>4° Giorno: Pietralunga Gubbio: – Km 25,8 Dislivello +370 e -450- Livello di difficoltà E &#8211; tempo necessario 6,30 ore<a href="http://www.centrohotelumbria.com/files/2011/03/DSC03171.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-1696" src="http://www.centrohotelumbria.com/files/2011/03/DSC03171-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>5° Giorno: da Gubbio a Biscina – Km 22,8 Dislivello +520 e -500- Livello di difficoltà E &#8211; tempo necessario 5,30 ore</p>
<p>6° Giorno: da Biscina a Valfabbrica– Km 15,20 Dislivello +420 e -360- Livello di difficoltà E &#8211; tempo necessario 4 ore</p>
<p>7° Giorno: da Valfabbrica a Ripa – Km 10,5 Dislivello +90 e -50- Livello di difficoltà T &#8211; tempo necessario 2,30 ore</p>
<p>8° Giorno: da Ripa a Perugia – Km 16,5 Dislivello +320 e -170- Livello di difficoltà T &#8211; tempo necessario 4,20 ore</p>
<p>9° Giorno: da Perugia ad Assisi – Km 27  Dislivello +350 e -355 &#8211; Livello di difficoltà E &#8211; tempo necessario 9 ore</p>
<p>10° Giorno – da Assisia Foligno &#8211; Km 21,8  Dislivello +690 e -885- Livello di difficoltà E &#8211; tempo necessario 8 ore</p>
<p>11° Giorno: Da Foligno a Trevi – Km 12,4  Dislivello +260 e -90- Livello di difficoltà T &#8211; tempo necessario 3,30 ore</p>
<p>12° Giorno: Da Trevi a Poreta – Km 12,4 Dislivello +430 e -470- Livello di difficoltà E &#8211; tempo necessario 3,30 ore</p>
<p>13° Giorno Da Poreta a Spoleto – Km 15,9 Dislivello +520 e -500- Livello di difficoltà E &#8211; tempo necessario 5,30 ore</p>
<p>14 ° Giorno: Da Spoleto a Ceselli &#8211; – Km 15,8 Dislivello +490 e -680- Livello di difficoltà E &#8211; tempo necessario 7,30 ore</p>
<p>15° Giorno: Ceselli Arrone – Km 14 Dislivello +130 e -180- Livello di difficoltà T &#8211; tempo necessario 5,15 ore</p>
<p>16° Giorno: Da Arrone a Piediluco – Km 13  Dislivello +180 e -20- Livello di difficoltà E &#8211; tempo necessario 6 ore</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Quasi tutto il cammino può essere percorso sia a piedi che in bicicletta!</strong><br />
<a href="http://www.centrohotelumbria.com/files/2011/03/3-Cripta-di-san-Marone.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1694" src="http://www.centrohotelumbria.com/files/2011/03/3-Cripta-di-san-Marone-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><a href="http://www.centrohotelumbria.com/files/2011/03/6-Chiostro-abbazia.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1695" src="http://www.centrohotelumbria.com/files/2011/03/6-Chiostro-abbazia-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
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		<title>SCOPRIAMO L&#8217;UMBRIA : SUGGERIMENTI PER IL TREKKING TRA LE VERDI COLLINE</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Mar 2011 14:04:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Territorio]]></category>

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		<description><![CDATA[L’Umbria:   Natura, Storia, Fede Offerte per Camminare l&#8217;Umbria Quale regione può vantare un tale connubio?  Vi sono certamente delle città che ne sono ricche; possiamo trovare dei territori che sovrabbondano di arte e bellezza. Ma un’intera Regione! Questo è l’Umbria. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><span style="font-size: x-large"><strong>L’Umbria:   Natura, Storia, Fede </strong></span></p>
<p><strong><span style="font-size: large"> </span><a href="http://www.centrohotelumbria.com/camminiamo-in-umbria/">Offerte per Camminare l&#8217;Umbria</a></strong> Quale regione può vantare un tale connubio?  Vi sono certamente delle città che ne sono ricche; possiamo trovare dei territori che sovrabbondano di arte e bellezza. Ma un’intera Regione!  Questo è l’Umbria.  Un affresco del creato, sul quale l’uomo è passato come in punta di piedi, quasi timoroso di rovinare una tale armonia.  Solo il Cristianesimo gli ha dato l’ardire di rispondere con la grazia alla grazia: nella semplicità di centinaia  di pievi e monasteri; nell’umiltà e nel nascondimento di miriadi di romitori e cappelle; nel silenzio ieratico di abbazie e cattedrali.  Persino le torri e i castiglioni, i ponti e le strade, si dipanano all’orizzonte quali frutti non già di ingegneri e costruttori, ma di occhi contemplativi e innamorati della bellezza.  Da qui la pluralità di parchi e aree protette: dal Cucco ai Sibillini, da Colfiorito al Trasimeno, dal Subasio al Nera.  Sono panorami che non saziano e colori che inebriano. Orizzonti che non stancano e che si rincorrono di collina in collina, sotto lo sguardo calmo e placido di un Tevere che sembra non aver fretta di lasciare questa terra.  Un bacino unitario che l’uomo e la storia hanno diviso dal punto di vista amministrativo, ma che la fede ha ricongiunto nel nome di quei santi che fin dal III sec. l’hanno riecheggiata di valle in valle e di poggio in poggio.  “Come in punta di piedi”, dicevamo.  <strong>Ed è proprio questo che desideriamo offrirVi: gustare passo a passo ogni sentiero; gioire per ogni squarcio che si apre all’orizzonte; anelare pazientemente alla cima di un poggio; camminare in silenzio, ascoltando le mille voci della natura e del lavoro dell’uomo; andare pellegrinanti verso i luoghi dei nostri santi; imparare a fermarsi, facendo di ogni posto la meta del proprio cuore. <span id="more-1683"></span></strong> <strong> </strong> <strong> </strong> Tre sono le strade che seguiremo:  1<strong>) La Natura </strong>– Le fonti e i boschi, i laghi e i monti, uniti tra loro da un reticolo di antichi sentieri e di tratturi che ancora echeggiano dei passi dell’uomo. Parchi montani, lacustri e fluviali, e molteplici riserve naturalistiche, tappezzano la regione in ogni suo angolo. La dolcezza è ciò che unisce l’intero paesaggio. Non ci sono cime vertiginose o terre contorte, ma solo un leggero fluire di linee e colori.  <strong>2) La Storia </strong>– Borghi e torri appollaiati su verdeggianti crinali, memorie di pietra che spesso sorgono sui resti di civiltà antiche. Umbri ed Etruschi, Sabini e Romani, si sono alternati su questa terra, lasciando poi il testimone a Bizantini e Longobardi, che l’han portata per mano sulla soglia del Medioevo. E cartoline di secoli passati sembrerà scorgere nel profilo turrito di cittadine adagiate, come balconi, sulle colline che cingono le valli.  <strong>3) La fede</strong> – Benedetto e Francesco, Chiara e Scolastica… Basterebbero questi nomi per riassumere non già la fede di un popolo ma l’arte che da essa è scaturita. Uno stordimento di bellezza coglierà il visitatore, ebbro di fronte a tante testimonianze architettoniche, scultoree e pittoriche; e lo sbigottimento sarà ancora maggiore pensando che questa fioritura non è scaturita dalla grandezza e dalla ricchezza di grandi città, ma dal piccolo ed umile contributo di popolani ed artigiani.  Ed ecco, allora, che non “conquisteremo” cime, non faremo trekking con effetti speciali, non compiremo percorsi da record. Cercheremo solo di andare, in punta di piedi, verso l’Alto.  Ecco i <strong>PERCORSI</strong> che ti suggeriamo, in collaborazione con le nostre esperte guide naturalistiche! Si tratta di percorsi per tutti i livelli e per ogni grado di esperienza, per i più esperti e per coloro che si affacciano all&#8217;escursionismo solo in vacanza!  Sicuramente sarà un esperienza assolutamente indimenticabile,  che ci chiederete  di ripetere !!!!!</p>
<div>•<strong>ITINERARIO</strong> n. 1 &#8211; Ulivi millenari e torri medioevali</div>
<div>• Genere: Naturalistico-Storico-Religioso</div>
<div>•Area: Valle Umbra &#8211; Trevi</div>
<div>•Tempo: h 4.00</div>
<div>•Dislivello in salita: m 330</div>
<div>•Dislivello in discesa: m 440</div>
<div>•<strong>ITINERARIO n. 2</strong> – L’eremo di Pale e l’Abbazia di Sassovivo</div>
<div>• Genere: Naturalistico-Religioso</div>
<div>•Area: Valle Umbra &#8211; Foligno</div>
<div>•Tempo: h 1.30</div>
<div>•Dislivello in salita: m 365</div>
<div>•Dislivello in discesa: m 261</div>
<div><strong>•ITINERARIO n. 3</strong> – Monte Vettore (m 2.476)</div>
<div>•Genere: Naturalistico</div>
<div>•Area: Monti Sibillini</div>
<div>•Tempo: h 3.00 (s) + h 1.45 (d)</div>
<div>•Dislivello: m 940</div>
<div><strong>•ITINERARIO n. 4 </strong>– I castellieri e la palude di Colfiorito</div>
<div>•Genere: Naturalistico-Storico</div>
<div>•Area: Parco di Colfiorito</div>
<div>•Tempo: h 2.00</div>
<div>•Dislivello in salita: m 200</div>
<div>•Dislivello in discesa: m 200</div>
<div><strong>•ITINERARIO n. 5</strong> – Sui passi di S. Chiara di Assisi</div>
<div>•Genere: Naturalistico-Storico-Religioso</div>
<div>•Area: Valle Umbra &#8211; Assisi</div>
<div>•Tempo: h 5.30</div>
<div>•Dislivello in salita: m 475</div>
<div>•Dislivello in discesa: m 500</div>
<div>• <strong>ITINERARIO n. 6</strong> – L’anello grande di Monteluco</div>
<div>•Genere: Naturalistico-Storico-Religioso</div>
<div>•Area: Valle Umbra &#8211; Spoleto</div>
<div>•Tempo: h 5.00</div>
<div>•Dislivello in salita: m 780</div>
<div>•Dislivello in discesa: m 740</div>
<div>•<strong>ITINERARIO n. 7</strong> – Spello &#8211; Madonna della Spella &#8211; Collepino</div>
<div>• Genere: Naturalistico-Storico-Religioso</div>
<div>•Area: Valle Umbra &#8211; Spello</div>
<div>•Tempo: h 5.00</div>
<div>•Dislivello: m 680</div>
<div>•<strong>ITINERARIO n. 8 </strong>– L’acquedotto romano di Spello</div>
<div>• Genere: Naturalistico-Storico</div>
<div>•Area: Valle Umbra &#8211; Spello</div>
<div>•Tempo: h 1.15</div>
<div>•Dislivello in discesa: m 300</div>
<div>•<strong>ITINERARIO n. 9</strong> – Lungo l’antica Via Flaminia, da Massa Martana al Ponte Fonnaia</div>
<div>•Genere: Storico-Religioso</div>
<div>•Area: Monti Martani</div>
<div>•Tempo: h. 2.15</div>
<div>•Dislivello in salita:  m 90</div>
<div>•Dislivello in discesa: m 150</div>
<div><strong>•ITINERARIO n. 10</strong> – L’Eremo di Montecasale e l’Alpe della Luna</div>
<div>• Genere: Naturalistico-Religioso</div>
<div>•Area: Valtoberina Toscana</div>
<div>•Tempo: h. 4.00</div>
<div>•Dislivello: m 500</div>
<div>•<strong>ITINERARIO n. 11</strong> – Il Lago Trasimeno e l’Isola Maggiore</div>
<div>•Genere: Naturalistico</div>
<div>•Area: Parco del Lago Trasimeno</div>
<div>•Tempo: h. 2.00</div>
<div>•Dislivello: m 100</div>
<div>•<strong>ITINERARIO n. 12</strong> – Da Cortona al Lago Trasimeno</div>
<div>•Genere: Naturalistico</div>
<div>•Area: Val di Chiana &#8211; Lago Trasimeno</div>
<div>•Tempo: h. 7.30</div>
<div>•Dislivello in salita: m 940</div>
<p>Dislivello in discesa: m 1.100</p>
<div id="attachment_1684" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.centrohotelumbria.com/files/2011/03/DSC04987.jpg"><img class="size-medium wp-image-1684" src="http://www.centrohotelumbria.com/files/2011/03/DSC04987-300x225.jpg" alt="Vista di Spoleto dal Sentiero della Vecchia Ferrovia" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Ponte delle Torri - Spoleto</p></div>
<p><span style="font-size: large"><strong>IL CAMMINO DI <a href="http://www.centrohotelumbria.com/il-cammino-di-san-francesco/">SAN FRANCESCO</a></strong></span></p>
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		<title>Le strade del vino in Umbria</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Mar 2010 11:44:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Territorio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.centrohotelumbria.com/?p=768</guid>
		<description><![CDATA[L&#8217;Umbria è  terra di grandi vini. Favorita da un clima di particolare mitezza, è di spiccata vocazione vitivinicola anche in virtù delle caratteristiche geomorfologiche dei terreni, generalmente sciolti e permeabili, che favoriscono la crescita e la piena maturazione dell&#8217;uva. Con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left"><img class="alignleft size-medium wp-image-770" src="http://www.centrohotelumbria.com/files/2009/11/D62Z7941-200x300.jpg" alt="D62Z7941" width="176" height="211" /></p>
<p style="text-align: left">L&#8217;Umbria è  terra di grandi vini. Favorita da un clima di particolare mitezza, è di spiccata vocazione vitivinicola anche in virtù delle caratteristiche geomorfologiche dei terreni, generalmente sciolti e permeabili, <span id="more-768"></span>che favoriscono la crescita e la piena maturazione dell&#8217;uva.<br />
Con una vasta e coraggiosa operazione di reimpianto e di messa a dimora di vitigni adatti all&#8217;ambiente iniziata negli anni &#8217;60, si sono poste le basi per una continua specializzazione della coltura della vite, in grado perciò di fornire una produzione eccellente sul piano qualitativo.</p>
<p style="text-align: left">Sono 4 le strade dedicate ai vini di qualità che attraversano la nostra regione.</p>
<p style="text-align: left"><strong>STRADA DEI VINI DEI COLLI DEL TRASIMENO</strong></p>
<p style="text-align: left">Il territorio della Strada del Vino è interessato dai vini a denominazione di origine controllata “Colli del Trasimeno” o “Trasimeno” e “Colli Altotiberini”. La conformazione delle colline, l’ottima esposizione ai raggi del sole e le diversità del microclima hanno permesso ai produttori di affiancare alle varietà “tradizionali” (Sangiovese, Grechetto, Trebbiano, Canajolo, Malvasia), nuove forme di coltivazione mirando alla produzione di vini moderni e d’alta qualità. Pertanto, in linea con il disciplinare di produzione dei vini D.O.C., le nuove forme di produzione prevedono uve come: Cabernet, Pinot bianco e/o grigio, Merlot, Chardonnay, Riesling italico e Ciliegiolo. Comprende i territori di: <strong>Tuoro sul Trasimeno – Passignano sul Trasimeno, Magione, Corciano, Città della Pieve, Panicale, Piegaro, Castiglione del Lago, Umbertide &#8211; Perugia</strong></p>
<p style="text-align: left"><strong>LA STRADA</strong><strong> DEI</strong><strong> VINI DEL CANTICO</strong></p>
<p style="text-align: left">Fra colline verdi e morbide, borghi dall’atmosfera mite e crinali di strade panoramiche, capaci di conservare all’occhio del passante il mito di un’Umbria ancora non scoperta, ripercorriamo le  antiche vie romane dai Colli Martani per scoprire grandi vini, dal Sangiovese Riserva fino al rinomato Grechetto di Todi. Questa è la terra di elezione della DOC Colli Perugini, che valorizza i tipici vitigni umbri, quali appunto il Grechetto, Trebbiano e Sangiovese. Comprende i territori di:  <strong>Todi, Marsciano, Perugia, Torgiano, Bettona, Cannara, Spello, Assisi, Bastia Umbra, Umbertide </strong></p>
<p style="text-align: left">Numerosi sono gli eventi organizzati dall’associazione strada dei vini del Cantico.</p>
<p style="text-align: left">CALICI DI STELLE<strong> </strong></p>
<p style="text-align: left"><strong>Centro Storico di Torgiano &#8211; 10 agosto </strong>Ogni anno il 10 agosto lungo il centro storico di Torgiano, si svolge Calici di Stelle, l&#8217;appuntamento estivo promosso dal Movimento Turismo del Vino e le Città del Vino che, inneggiando a Bacco, in una delle notti più suggestive dell&#8217;anno, offre ai visitatori la possibilità di godersi &#8220;la pioggia di lacrime di San Lorenzo&#8221; in compagnia del vino di qualità.</p>
<p style="text-align: left">L&#8217;ORO DI SPELLO</p>
<p style="text-align: left"><strong>Spello &#8211; Fine novembre / Inizio dicembre </strong><strong>Festa dell&#8217; olivo e sagra della bruschetta </strong>Il centro storico e i frantoi di Spello (Pg), Città dell&#8217;Olio, Borgo più bello d&#8217;Italia e Città del Bio, presentano la Festa dell&#8217;olivo e Sagra della Bruschetta, organizzata dalla Pro Loco, dal Comune di Spello e dalla Comunità Montana Monte Subasio, che aderisce allAssociazione Nazionale Citta del Tartufo.</p>
<p style="text-align: left"><strong>LA STRADA DEI</strong><strong> VINI DEL SAGRANTINO</strong></p>
<p style="text-align: left"><img class="alignleft size-medium wp-image-769" src="http://www.centrohotelumbria.com/files/2009/11/sagrantino-bottiglia-90x300.jpg" alt="sagrantino bottiglia" width="90" height="300" /></p>
<p style="text-align: left">E’ il cuore verde d’Italia, attraversato da un reticolo di sentieri che si perdono in una vegetazione lussureggiante e rigogliosa che avvolge, quasi a proteggere, piccole frazioni e borghi caratteristici carichi di storia, reperti archeologici e castelli medievali. Il Sagrantino è coltivato da secoli sui territori delle colline umbre e viene considerato autoctono. La strada del Sagrantino si snoda tra i comuni di <strong>Gualdo Cattaneo, Bevagna, Montefalco, Giano dell&#8217;Umbria, Castel Ritaldi, Bettona – Cannara.</strong></p>
<p style="text-align: left">Il vino <strong>Sagrantino di Montefalco Docg</strong> prende il nome dall’omonimo vitigno da cui viene prodotto. Il suo nome ha origini lontane e sarebbe riconducibile ai sacramenti in quanto l’uva veniva coltivata dai frati che ne ricavavano un vino passito destinato ai riti religiosi. Coltivato da secoli sulle pendici delle colline umbre, il Sagrantino viene considerato autoctono, nonostante siano varie le ipotesi riguardanti la sua origine. Alcuni, infatti, lo ritengono di provenienza spagnola, altri credono sia stato importato dai primi frati francescani, altri ancora introdotto in Italia dai Saraceni.  Questa Docg contribuisce in larga parte ai meriti acquisiti dalla regione umbra come produttrice di vini pregiati, già conosciuti e consumati nel Rinascimento dai papi e dai governatori. La zona di produzione comprende l’intero territorio dei comuni di Montefalco, Bevagna, Gualdo Cattaneo, Castel Ritaldi e Giano dell’Umbria siti in provincia di Perugia. La resa massima di uva non deve essere superiore ad 80 quintali per ettaro di vigneto in coltura specializzata. Le operazioni di vinificazione e di invecchiamento obbligatorio devono essere effettuate nell’ambito territoriale dei comuni compresi nella zona di produzione. La resa massima dell’uva in vino non deve essere superiore al 65% per il “<strong>Montefalco” Sagrantino “secco</strong>” e al 45%, riferito allo stato fresco dell’uva per la tipologia “passito” le cui uve subiscono un appassimento su non inferiore ai 2 mesi. Il vino <strong>“Montefalco” Sagrantino “secco” e “passito</strong>” non possono essere immessi al consumo se non dopo aver subito un periodo d’invecchiamento di almeno trenta mesi, di cui almeno dodici in botti di legno il “secco” , mentre per il “passito” non è previsto invecchiamento obbligatorio nel legno. Il Sagrantino passito si accompagna a preparazioni dolci a pasta non lievitata, abbastanza consistenti, in particolare pasticceria da forno, crostate con marmellate di more o di altri frutti rossi.  Va bevuto come vino da meditazione o accompagnato a formaggi pecorini molto piccanti quando è invecchiato. Il Sagrantino secco invece và abbinato a grandi arrosti, cacciagione, selvaggina da pelo e formaggi a pasta dura.</p>
<p style="text-align: left"><strong>LA STRADA</strong><strong> DEI</strong><strong> VINI ETRUSCO ROMANA</strong></p>
<p style="text-align: left">Il percorso principale della strada è articolato tra le zone di produzione dei vini a denominazione di origine controllata di Orvieto e Amelia. Per i vini di Orvieto il Bianco Doc: Orvieto Classico, Orvieto Classico superiore, Orvieto, Orvieto Superiore, e il Rosso Doc.: Orvietano e Lago di Corbara. Per i vini di Amelia il Bianco Doc: Colli Amerini e Malvasia e il Rosso Doc: Rosso, Rosso superiore, Rosato e Novello. Tra gli Igt ci sono: “Umbria”, “Allerona”, “Narni”, “Stroncone”, “Montecastrilli”, “Penna in Teverina” e “Sangemini”. Un percorso ricco e suggestivo fatto non solo di Cantine e Aziende Vitivinicole ma anche di storia, arte e ambiente. Comprende i territori di: <strong>Orvieto, Amelia, Terni – Valnerina.</strong></p>
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		<title>Spoleto e il suo territorio</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Mar 2010 10:54:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Spoleto seduce e affascina per la sua storia millenaria, in alcuni momenti pacifica e in altri tumultuosa. Le migliori testimonianze del suo ricchissimo e glorioso passato sono conservate all’interno dei suoi numerosi musei  e negli itinerari che conducono alla scoperta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Spoleto</strong> seduce e affascina per la sua storia millenaria, in alcuni momenti pacifica e in altri tumultuosa. Le migliori testimonianze del suo ricchissimo e glorioso passato sono conservate all’interno dei suoi numerosi musei  e negli itinerari che conducono alla scoperta dei suoi monumenti.  Oggi, la città cantata da San Francesco, raccontata da Goethe e da Michelangelo, esaltata dal prestigio delle sue istituzioni culturali, per l&#8217;internazionalità del suo nome, divide la sua anima tra passato e presente guardando anche al futuro.  <span id="more-1107"></span>Giungendo da sud in automobile, Spoleto accoglie il visitatore con il maestoso prospetto del Ponte delle Torri e la poderosa mole della Rocca, sorta di vigile vedetta sul denso accumulo di case dispiegate sulla collina; a destra, incastonata nel fitto bosco del Monteluco, campeggia la chiesa di San Pietro.<br />
Scendendo alla stazione ferroviaria si è invece accolti dal Teodelapio di Alexander Calder. Donato dall&#8217;artista nel 1962, questo Stabile è il primo di grandi dimensioni realizzato dall&#8217;artista americano e prototipo per numerosi altri oggi in città di tutto il mondo. In fondo al viale, fa da contraltare al Teodelapio la Colonna del Viaggiatore di Arnaldo Pomodoro.</p>
<p>Al visitatore, che si spera non frettoloso, si propongono quattro diversi itinerari, da scegliere a seconda dell&#8217;interesse, delle esigenze e del tempo a disposizione.<br />
Avendone molto è possibile visitare anche il circondario, altrettanto denso di testimonianze dall&#8217;epoca romana ai nostri giorni.</p>
<p><strong>Il Duomo</strong></p>
<p>Lo splendido duomo di Spoleto, dedicato all&#8217;Assunta, venne costruito alla fine del XII secolo, in stile romanico, al posto dell&#8217;antica cattedrale distrutta dal Barbarossa nel 1155, e consacrato da Innocenzo III nel 1198.<br />
La facciata, divisa orizzontalmente in tre parti, presenta nella parte inferiore un magnifico portale romanico e un portico rinascimentale; nella parte mediana una galleria cieca, uno splendido rosone e quattro rosoncini; nella parte superiore, di forma triangolare, tre rosoncini e tre arcate ogivali profilate, la mediana con mosaico di sapore bizantino.<br />
A fianco c&#8217;è il grande campanile del XII secolo, costruito con materiale di spoglio romano e altomedievale.<br />
L&#8217;interno, ricostruito nel &#8217;600 e rinnovato nel &#8217;700, a croce latina, con tre navate e grande abside, presenta importanti opere d&#8217;arte: sul portale mediano il busto bronzeo di Urbano VIII eseguito dal Bernini; gli affreschi del Pinturicchio nella Cappella del Sacro Cuore; quelli, importantissimi, di fra&#8217; Filippo Lippi che decorano l&#8217;abside; altri affreschi, sculture, un Carracci, ed infine la tomba di Lippi, voluta e pagata da Lorenzo il Magnifico, e con epigrafe del Poliziano.<br />
Dalla canonica, in cui è un archivio che conserva un autografo di S. Francesco, si può scendere nella cripta di S. Primanio: del IX secolo, con volta a botte e affreschi dell&#8217;epoca, rappresenta un raro esempio di monumento altomedievale.</p>
<h2>SPOLETO &#8211; Itinerario n. 1</h2>
<h3>Piazza della Libertà, Teatro Romano, Arco di Druso, Piazza del Mercato, Cattedrale, Rocca Albornoziana, Ponte delle Torri</h3>
<p>Numerosi sono i monumenti che arricchiscono il centro storico di Spoleto. In Piazza della Libertà spicca il seicentesco palazzo Ancaiani. Sulla destra dell’edificio è un suggestivo affaccio sul Teatro Romano (I sec. d.C). Riportato alla luce alla fine del XIX secolo, è oggi parte del Museo Archeologico Nazionale e utilizzato anche durante il Festival dei Due Mondi per spettacoli di danza. Dalla piazza si raggiunge in breve l’Arco di Druso. Era questo l’ingresso trionfale al foro romano, l’attuale piazza del Mercato. Costruito nel I secolo d.C. in onore di Druso e Germanico, figli dell’imperatore Tiberio, si presenta oggi in parte nascosto dalle case e interrato rispetto all’attuale piano stradale.<br />
In questo punto è percepibile la stratificazione della città: il pilone dell’arco poggia infatti sull’originario piano del foro, a ridosso dei resti di un antico tempio sul quale venne edificata in epoca romanica la chiesa di Sant’Isacco, a sua volta inglobata nella soprastante chiesa di Sant’Ansano. Quello che rimane dell’edificio sacro medievale è la cripta, ricavata utilizzando in parte le scale del tempio romano (accesso dalla chiesa di Sant’Ansano).<br />
Poco oltre l’arco è la Piazza del Mercato, dall’età romana e fino al secolo scorso il luogo più animato della città. Percorrendo via del Municipio, in leggera salita, si giunge alla Casa Romana, posta su un terrazzamento immediatamente superiore a quello del foro. Scavata tra la fine del XIX sec. e i primi decenni del successivo, fu in passato identificata come la dimora di Vespasia Polla, madre dell’imperatore Vespasiano. Sopra l’area della casa sorge il Palazzo del Comune, attualmente oggetto di impegnativi lavori di restauro.  Tornando in piazza del Mercato, si imbocca a sinistra della fontana via del Palazzo dei Duchi, con i caratteristici “banchi” delle botteghe cinquecentesche. La contigua via Saffi conduce al palazzo Vescovile e alla chiesa di Sant’Eufemia: tra i più notevoli edifici romanici dell’Umbria, è caratterizzata da un ordinamento interno a tre navate e dalla rara presenza del matroneo (ingresso dal Museo Diocesano). Poco oltre, superato a destra il maestoso prospetto del Palazzo del Comune, la via si apre su una superba vista della Cattedrale. Ricostruita alla fine del XII sec., sostituì un primitivo tempio cristiano dedicato al martire Primiano. La facciata, illuminata dal mosaico di Solsterno, è preceduta da un portico rinascimentale cui un recente restauro ha restituito la sapiente cromia dei marmi bianchi e rosa. Il Giro del Ponte, tradizionale passeggiata per gli abitanti di Spoleto, ne circoscrive il perimetro e permette di godere dello splendido panorama sul Monteluco e sul Ponte delle Torri, eretto alla fine del Trecento sui probabili resti di un acquedotto romano per condurre l’acqua dal monte alla città. Al suo estremo è il Fortilizio dei Mulini, da cui prendono il via numerose passeggiate verso la montagna spoletina. Percorrendo via del Municipio, in leggera salita, si giunge alla Casa Romana, posta su un terrazzamento immediatamente superiore a quello del foro. Scavata tra la fine del XIX sec. e i primi decenni del successivo, fu in passato identificata come la dimora di Vespasia Polla, madre dell’imperatore Vespasiano. Sopra l’area della casa sorge il Palazzo del Comune, attualmente oggetto di impegnativi lavori di restauro.<br />
Tornando in piazza del Mercato, si imbocca a sinistra della fontana via del Palazzo dei Duchi, con i caratteristici “banchi” delle botteghe cinquecentesche. La contigua via Saffi conduce al palazzo Vescovile e alla chiesa di Sant’Eufemia: tra i più notevoli edifici romanici dell’Umbria, è caratterizzata da un ordinamento interno a tre navate e dalla rara presenza del matroneo (ingresso dal Museo Diocesano). Poco oltre, superato a destra il maestoso prospetto del Palazzo del Comune, la via si apre su una superba vista della Cattedrale. Ricostruita alla fine del XII sec., sostituì un primitivo tempio cristiano dedicato al martire Primiano. La facciata, illuminata dal mosaico di Solsterno, è preceduta da un portico rinascimentale cui un recente restauro ha restituito la sapiente cromia dei marmi bianchi e rosa. Il Giro del Ponte, tradizionale passeggiata per gli abitanti di Spoleto, ne circoscrive il perimetro e permette di godere dello splendido panorama sul Monteluco e sul Ponte delle Torri, eretto alla fine del Trecento sui probabili resti di un acquedotto romano per condurre l’acqua dal monte alla città. Al suo estremo è il Fortilizio dei Mulini, da cui prendono il via numerose passeggiate verso la montagna spoletina.</p>
<h2>Spoleto &#8211; Itinerario n. 2 – I Musei</h2>
<h3>Museo Archeologico Nazionale, Pinacoteca Comunale, Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Casa Romana, Museo Diocesano, Rocca Albornoziana</h3>
<p>Da Piazza della Libertà, attraverso via Apollinare, si giunge al Museo Archeologico Nazionale. Ospitato nel complesso di Sant’Agata, il Museo raccoglie materiali provenienti da scavi nella città e nel territorio, epigrafi e statue di epoca romana. Di particolare interesse sono le tavole della Lex Spoletina, antica e severa legge promulgata per la protezione del bosco sacro. Essa puniva chi avesse tagliato, profanato o asportato le piante al di fuori del giorno destinato al sacrificio in onore delle divinità della selva.<br />
Percorrendo Corso Mazzini si arriva ad uno degli ingressi della Pinacoteca Comunale, tra i musei più ricchi e interessanti di tutta la regione. Recentemente riallestita in Palazzo Rosari Spada (sede provvisoria), residenza nobiliare del XVII-XVIII sec., la collezione include il pregevole gruppo di croci dipinte del XIII-XIV sec., della cui produzione Spoleto fu capitale incontrastata.<br />
Risalendo Via Plinio il Giovane e del Mercato fino a Piazza del Mercato si arriva alla Casa Romana. Si tratta di una pregevole abitazione signorile risalente al I sec. d.C, il cui schema architettonico riflette quello classico delle abitazioni romane. Sono infatti presenti l’atrio, dotato di un bacino di raccolta delle acque piovane, il tablinum, il triclinium, il peristilium, nonché cubicula e stanze di servizio.<br />
Tutti gli ambienti sono pavimentati a mosaico; in qualche punto sono tracce di affreschi. Tornati sulla piazza del Mercato e percorsa la breve via Palazzo dei Duchi (poi via Aurelio Saffi), si raggiunge il Museo Diocesano. Il museo è collocato nelle dieci sale dell’ala del palazzo arcivescovile detta Appartamento del Cardinale. Continuando a salire per via Aurelio Saffi si raggiunge la Rocca Albornoziana. Opera di Matteo Gattaponi, la struttura presenta due cortili e un complesso sistema di torri angolari unite fra loro da alte mura difensive. I recenti lavori di restauro hanno anche consentito il recupero di larga parte delle decorazioni. Tra queste spiccano quelle della cosiddetta “Camera pinta”, una stanza adorna di un ciclo pittorico di soggetto cavalleresco e cortese tra i più notevoli dell’Italia centrale.</p>
<h2>Spoleto &#8211; Itinerario n. 3</h2>
<p>Lungo la strada che dalla statale Flaminia  porta a Monteluco si trova la Chiesa di San Pietro, una delle più importanti chiese dell’Umbria. La forma attuale risale alla fine del XII e gli inizi del XIII sec., il periodo più florido dell’architettura romanica spoletina. Lo testimonia la preziosa facciata, i cui rilievi illustrano scene relative alla vita del santo apostolo ed episodi di intento moralistico tratti dalla novellistica medievale.<br />
Riguadagnata la strada carrozzabile si arriva velocemente al Fortilizio dei Mulini, da dove inizia la suggestiva passeggiata del Giro dei Condotti, che lascia scoprire uno tra i più bei panorami sulla città. Il percorso termina nel quartiere della Ponzianina da dove si raggiunge facilmente il monastero e la chiesa di San Ponziano. È questo il luogo dove, secondo la tradizione, trovò sepoltura nel 175 d.C. il giovane martire spoletino Ponziano, divenuto poi il santo patrono della città.<br />
Poco lontano è la basilica di San Salvatore, di eccezionale valore artistico e storico. Dedicata in origine ai martiri Concordio e Senzia, venne forse costruita tra la fine del IV e l’inizio del V secolo.  A questo punto dell’itinerario si torna indietro verso la parte bassa della città fino a raggiungere piazza della Vittoria, dove si trova il Ponte Sanguinario (nel sottosuolo), del I secolo a.C. Oltrepassata la moderna porta San Gregorio si è nella animata piazza Garibaldi, chiusa da un lato dalla chiesa di San Gregorio Maggiore. L’edificio attuale è in gran parte del XII sec. ma la chiesa ha origini più antiche. Più volte rimaneggiato nel corso del XVI e XVIII sec., l’edificio presenta tuttavia un aspetto assai simile a quello di altre chiese cittadine e del territorio, emblematica testimonianza della penetrazione dei motivi dell’architettura romanica lombarda.<br />
Da via dell’Anfiteatro si raggiunge il recinto dell’ex monastero della Stella, dove sorgono la settecentesca chiesa dei SS. Stefano e Tommaso, gli edifici monastici e l’Anfiteatro del II sec. d.C., ora oggetto di importanti lavori di recupero.<br />
Continuando via dell’Anfiteatro e la successiva via Cecili, si arriva a scorgere il tratto meglio conservato dell’antica cinta urbica, formato da uno strato inferiore, composto da grandi blocchi poligonali e riferibile al VI secolo a.C., e uno strato superiore conseguente alla fondazione della colonia romana (241 a.C.).<br />
Poco avanti svetta la torre dell’Olio, del XIII secolo, la cui denominazione ricorda l’uso difensivo di versare olio bollente dall’alto delle torri. Poco oltre l’imbocco è la porta Fuga, così denominata a ricordo della rotta di Annibale sotto Spoleto nel 217 a.C. Da piazza Torre dell’Olio si consiglia di prendere via Gregorio Elladio per giungere in breve all’ex chiesa e convento San Nicolò, antico insediamento agostiniano. Di proprietà comunale, oggi ospita convegni e manifestazioni culturali.</p>
<h2>Spoleto &#8211; Itinerario n. 4</h2>
<h3>Alla scoperta del comprensorio spoletino in direzione di Campello sul Clitunno, Castel Ritaldi, Giano dell’Umbria</h3>
<p>Campello è un borgo composto dai due nuclei di Campello Alto e Basso. Il primo è un abitato fortificato sorto intorno ad un castello del X sec.; l’abitato basso si coagula invece intorno alla cinquecentesca chiesa della Madonna della Bianca. Tornati lungo la strada statale e oltrepassati i ruderi di SS.Cipriano e Giustina, è la piccola Chiesa di S.Sebastiano, fatta costruire dalla popolazione come ex voto per lo scampato contagio dalla peste, molto diffusa in Umbria tra il 1522 e il 1528.   Un luogo di grande interesse è rappresentato dalle vicine Fonti del Clitunno. Qui le vene sorgive del Clitunno danno luogo ad un piccolo lago che deve il suo attuale aspetto ad una sistemazione ottocentesca ma che era già famoso nell’antichità. Allora le acque erano assai più abbondanti, tanto che se ne poteva risalire il corso per interpellare l’oracolo del Clitunno, dio del fiume, cui era dedicato un tempio e a cui si sacrificavano i buoi, bianchissimi e di notevoli dimensioni, che rendevano assai rinomata la zona. La sacralità dell’area è testimoniata dal vicino Tempietto, singolare edificio per il culto cristiano realizzato sullo schema classico del tempio pagano.</p>
<p><strong>Castel Ritaldi</strong> è sorto nel Duecento sul luogo di un vico romano; il paese conserva il caratteristico impianto di castello a forma quasi circolare e al suo interno. Da Castel Ritaldi si può poi proseguire in direzione di Colle del Marchese e lungo la strada si incontra la Pieve, ove sorge la duecentesca Chiesa romanica di S. Gregorio (1141), di notevole valore per la facciata. Si prosegue per Macciano fino a giungere a Giano dell’Umbria.</p>
<p>Sovrastata dalla severa mole del Monte Martano (1094 mt), Giano dell&#8217;Umbria è accovacciata sulle sue pietre silenti come una sentinella sulla Valle Umbra. Scendendo dalla piazza del Municipio, dove si affacciano il Palazzo pubblico, la Chiesa della Madonna delle Grazie (XIV-XVIII sec) e la Chiesa di S. Michele Arcangelo (XIV sec), sono visibili le stratificazioni della struttura medievale del paese racchiuse fra due cerchia di mura. Fuori dalle mura è la Chiesa di S. Francesco, eredità monumentale di uno dei primi romitori francescani umbri, che conserva affreschi di scuola umbra del XIV secolo.</p>
<p>L&#8217;Abbazia di S. Felice, raggiungibile attraverso una strada panoramica, è un gioiello di arte romanica di matrice benedettina tra i più interessanti dell&#8217;Italia centrale. All&#8217;austera architettura di influsso lombardo della Chiesa, edificata nel XIII secolo, si unisce la bella cripta, che conserva le spoglie mortali del Santo e il suggestivo chiostro agostiniano, risalente al XVII secolo. Da visitare anche la rete dei piccoli borghi medievali che costellano il territorio di Giano, come Montecchio, Castagnola, Morcicchia, che costituivano una vera e propria rete fortificata di Castelli a protezione del Ducato spoletino e che conservano ancora oggi significative vestigia del loro passato.</p>
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		<title>Vallo di Nera</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Dec 2009 15:32:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vallo di Nera è un paese monumento e visitarlo significa fare un tuffo nel medioevo. E&#8217; un borgo che emerge a stento dai boschi, sul lato sinistro del fiume nera, con le sue case di pietra chiara, straordinariamente conservato dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-910" src="http://www.centrohotelumbria.com/files/2009/12/vallo-di-nera.jpg" alt="vallo di nera" width="143" height="107" />Vallo di Nera è un paese monumento e visitarlo significa fare un tuffo nel medioevo. E&#8217; un borgo che emerge a stento dai boschi, sul lato sinistro del fiume nera, con le sue case di pietra chiara, straordinariamente conservato dal 1217, da quando la città di Spoleto concesse agli uomini di Vallo di costruire un castello a difesa della valle, sul colle dove in precedenza sorgeva una rocca. <span id="more-899"></span>Le mura possenti e le antiche torri circondano le case in pietra che sono addossate le une alle altre e interrotte solo da ripide viuzze, da archi e sottopassaggi.<br />
Una volta dentro è più che mai medioevo: feritoie, mensoloni, passaggi stretti, vicoli bruniti e serrati, le 3 preziose chiese romaniche e i portali in pietra e la casa-torre del fiero Petrone che guidò la rivolta dei castelli della valle contro Spoleto.</p>
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		<title>Norcia</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Dec 2009 15:28:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La cittadina è posta ad una distanza di 96 km dal Capoluogo Umbro, Perugia, a circa 600 metri sul livello del mare e al limitare nord del altopiano di Santa Scolastica, nel cuore dell&#8217; Appennino  umbro-marchigiano ed inserito nel comprensorio del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-920" src="http://www.centrohotelumbria.com/files/2009/12/Norcia.jpg" alt="Norcia" width="121" height="78" />La cittadina è posta ad una distanza di 96 km dal Capoluogo Umbro, Perugia, a circa 600 metri sul livello del mare e al limitare nord del altopiano di Santa Scolastica, nel cuore dell&#8217; Appennino  umbro-marchigiano ed inserito nel comprensorio del Parco nazionale dei Monti Sibillini.</p>
<p>Molta della fama odierna Norcia la deve a due sue cittadini; intorno al 480 d.c. nascono a Norcia i suoi più illustri figli: San Benedetto , Patrono d&#8217;Europa, e Santa Scolastica. <span id="more-897"></span></p>
<p>Norcia è racchiusa tra le sue mura (sec.XIII), così la sua valle è circondata da verdeggianti monti, che formano un anfiteatro naturale di ineguagliabile bellezza.</p>
<p>Il nucleo storico di Norcia è raccolto entro una cinta muraria del XIII secolo dalla singolare forma a cuore. Lungo il perimetro sono visibili le otto antiche porte della cittadina, che hanno conservato il nome e le caratteristiche di un tempo.<br />
La piazza principale naturalmente è dedicata a San Benedetto; qui &#8211; intorno alla statua in onore del figlio più illustre di Norcia &#8211; si affacciano i più importanti edifici della cittadina: il Palazzo Comunale, costruito nel sec. XIII e restaurato in varie epoche a causa dei frequenti terremoti, la Basilica di S. Benedetto, la rocca che occupa l&#8217;intero lato occidentale della piazza, chiamata Castellina.</p>
<p>Camminando per le vie di Norcia si notano numerosi palazzi gentilizi, costruiti dalle famiglie più facoltose, con interessanti elementi architettonici e capolavori d&#8217;artigianato che decorano portali, balconi e finestre.</p>
<p>A differenza che in altre città dell&#8217;Umbria, nell&#8217;edilizia civile non predomina la pietra medievale ma l&#8217;intonaco e una commistione di stili che si spiega con le vicende sismiche che hanno cambiato più volte il l&#8217;aspetto di Norcia.</p>
<p>Splendidi sono i balconi settecenteschi in ferro battuto (palazzi Cipriani e Accica), i portali bugnati (palazzi Passerini, Coalizzi, Seneca), le scalinate interne e i saloni.</p>
<p>Norcia è un vero paradiso gastronomico dove regnano produzioni tipiche d&#8217;eccellenza.</p>
<p>Tra queste il tartufo nero pregiato, la lenticchia di Castelluccio (la migliore d&#8217;Italia) e il prosciutto, entrambi premiati dall&#8217;Indicazione Geografica Protetta, i salumi e i prodotti della norcineria, i formaggi, il farro e altri cereali, il miele.</p>
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		<title>Trevi</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Dec 2009 15:24:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[TREVI è unica e inconfondibile la forma conica e raccolta della città che, assecondando la conformazione del colle su cui sorge, ha suscitato lo stupore dei viaggiatori del passato, tra cui Leopardi. Trevi  è costruita a cerchi concentrici; arroccata su [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-912" src="http://www.centrohotelumbria.com/files/2009/12/trevi.jpg" alt="trevi" width="124" height="93" /><strong></strong></p>
<p><strong>TREVI</strong><strong> </strong>è unica e inconfondibile la forma conica e raccolta della città che, assecondando la conformazione del colle su cui sorge, ha suscitato lo stupore dei viaggiatori del passato, tra cui Leopardi.<br />
Trevi  è costruita a cerchi concentrici; arroccata su un colle, sembra una chiocciola che conserva intatto il suo cuore antico fatto di pietra. Il centro è piazza Mazzini, chiusa ad angolo dal Palazzo comunale del XIII secolo con la torre civica. <span id="more-894"></span><br />
Scendendo invece da Trevi verso la Flaminia in direzione sud si incontra il rinascimentale santuario della Madonna delle Lagrime, con un bel portale a bassorilievi.<br />
Scendendo nuovamente per via Dogali, si attraversa l&#8217;Arco di Mastaccio, un&#8217;antica porta nella cerchia delle mura romane e altomedioevali, ad apertura ogivale e sormontata da una bifora. Le case ai due lati della via sono tutte d&#8217;impianto medioevale.<br />
Molti sono le case di impianto medievale e i palazzi, costruiti tra XV e XVIII sec. che conferiscono al borgo la sua particolare atmosfera. Da visitare  il Teatro Clitunno, della seconda metà del XIX° secolo.</p>
<p>Trevi è famosa nel mondo per il suo inconfondibile olio extravergine di Oliva dop, uno dei migliori d&#8217;Italia. Altra prelibatezza del territorio è il saporito sedano nero di Trevi, dal cuore polposo e tenero, presidio Slowfood.</p>
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		<title>Spello</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Dec 2009 15:20:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[SPELLO. Adagiata sulle dolci colline ai piedi del Monte Subasio è un vero gioiello  prezioso da scoprire con curiosità e amore! Partendo dalla parte meridionale (la zona di “Borgo”) per salire fino alla Porta dell’Arce (il “Belvedere”), si ripercorre visivamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-908" src="http://www.centrohotelumbria.com/files/2009/12/spello.jpg" alt="spello" width="120" height="155" /><strong><span style="text-decoration: underline">SPELLO</span></strong><strong>.</strong> Adagiata sulle dolci colline ai piedi del Monte Subasio è un vero gioiello  prezioso da scoprire con curiosità e amore! Partendo dalla parte meridionale (la zona di “Borgo”) per salire fino alla Porta dell’Arce (il “Belvedere”), si ripercorre visivamente la storia di un luogo in cui si respirano le antichissime presenze umbre, romane, medievali e rinascimentali.<span id="more-892"></span>Si entra attraverso <strong>Porta Consolare</strong><strong>, che</strong> era l&#8217;ingresso principale già al tempo dell’insediamento romano. La Porta è affiancata da una <strong>Torre medievale </strong>sulla cui sommità campeggia una pianta di olivo, simbolo di pace e del più tipico prodotto locale, l’olio. La maestosa porta romana ci introduce nel popolare Terziere Porta Chiusa, uno dei tre quartieri (gli altri sono Mezota e Posterula). Incassate nei vicoli stretti e fioriti si notano le case-torri, che utilizzano nelle murature la pietra calcarea rosa e bianca estratta dal vicino Monte Subasio.<br />
Poco oltre appare la chiesa principale del paese,<strong> S. Maria Maggiore</strong>. L&#8217;interno è una vera galleria d&#8217;arte, a cominciare dalla Cappella Baglioni affrescata nel 1501 dal Pintoricchio, pittore umbro celebre per il suo senso decorativo, e con due affreschi del Perugino sui terminali del coro ligneo (1520).</p>
<p>Tra gli odori della buona cucina e i profumi dei balconi fioriti giungiamo alla chiesa romanica S. Andrea, di cui si ammirano la ghiera a treccia del portale e l’altare trecentesco, oltre agli affreschi del Quattrocento e alla tavola dipinta da Pintoricchio con i suoi aiutanti (Madonna con Bambino e Santi, 1508).<br />
Il cuore della città è  <strong>Piazza della Repubblica</strong><strong>, con il Palazzo Comunale</strong>.</p>
<p>Percorrendo all&#8217;esterno il tratto delle Mura Augustee ritorniamo a Porta Consolare, dove era iniziato il nostro itinerario. Abbiamo ancora negli occhi l’incanto di stradine quali Via Porta Chiusa, Via Borgo della Fortezza, Via S. Ercolano, dove batte forte il cuore dell’Umbria – e dell’Italia – più bella.</p>
<p>Le colline di Spello sono impreziosite dal verde argentato dei ricchissimi oliveti che regalano alla tavola il profumo ineguagliabile dell’olio extravergine di oliva, uno tra i più pregiati d’Italia grazie alle sue qualità organolettiche.</p>
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		<title>Montefalco</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Dec 2009 15:17:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[MONTEFALCO. Il suo nome, Montefalco, lo deve ad un omaggio a Federico II, grande appassionato della caccia al falcone. Il sovrano soggiornò in Montefalco dal 1249 al 1250. Montefalco ha una struttura urbana radiocentrica, con tutte le principali vie che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p><img class="size-full wp-image-914 alignleft" src="http://www.centrohotelumbria.com/files/2009/12/Montefalco.jpg" alt="La Piazza" width="143" height="97" /></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline">MONTEFALCO</span>. </strong>Il suo nome, Montefalco, lo deve ad un omaggio a Federico II, grande appassionato della caccia al falcone. Il sovrano soggiornò in Montefalco dal 1249 al 1250.</p>
<p>Montefalco ha una struttura urbana radiocentrica, con tutte le principali vie che convergono verso la grande piazza circolare, un tempo chiamata &#8220;piazza dei Cavalieri&#8221; o &#8220;campo del Certame&#8221;.</p>
<p>Qui si affacciano il palazzo Comunale (1270), l&#8217;ex chiesa di S. Filippo Neri (1705) trasformata nel 1895 in Teatro Comunale, la piccola e antichissima chiesa di S. Maria de Platea e le principali residenze signorili, ossia i palazzi Senili, Santi-Gentili, Langeli e Camilli, cinquecenteschi.<span id="more-890"></span>Dalla piazza s&#8217;imbocca la strada che conduce al duecentesco rione di Colla Mora, dove si trova la chiesa di S. Francesco, costruita insieme al convento tra il 1336 e il 1340, ricca di opere d&#8217;arte (dal 1895 è diventata museo civico) tra cui pitture di fine Trecento e, soprattutto, le Scene della vita di S. Francesco e la Cappella di San Girolamo, dipinte con grande capacità narrativa e decorativa nel 1452 da Benozzo Gozzoli, allievo del Beato Angelico.</p>
<p>La visita si può concludere con un ultimo sguardo alla cinta muraria (sec. XIII), possente e ben conservata.</p>
<p>Ma una visita a Montefalco non si può concludere senza un bicchiere di Sagrantino! Montefalco infatti nel mondo significa Sagrantino, il pregiato nettare rosso Docg che nella versione secca è un vino potente  e profumato mentre in quella passita è perfetto per accompagnare i dolci.</p>
<p>Il colore è il caratteristico granato cui tende con l&#8217;invecchiamento, più giovane è un intenso rosso rubino con sfumature violacee. E’ di sapore asciutto e armonico e profuma di more. D&#8217;obbligo la gradazione di 13 gradi e l&#8217;invecchiamento di almeno 30 mesi, di cui 12 in botti di legno. D’obbligo è perciò la visita ad una delle numerose e celebri cantine che impreziosiscono le dolci colline che degradano verso la Valle Umbra.</p>
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		<title>Bevagna</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Dec 2009 15:11:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Bevagna, a misura d’uomo e fuori dalle direttrici di sviluppo industriale e turistico di massa della regione,  ha conservato il suo assetto urbanistico medievale che ricalca in larga parte la pianta della città romana e custodisce una delle meravigliose piazze [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-916" src="http://www.centrohotelumbria.com/files/2009/12/Bevagna-2.jpg" alt="Bevagna 2" width="134" height="89" />Bevagna, a misura d’uomo e fuori dalle direttrici di sviluppo industriale e turistico di massa della regione,  ha conservato il suo assetto urbanistico medievale che ricalca in larga parte la pianta della città romana e custodisce una delle meravigliose piazze d&#8217;Italia. È Piazza San Silvestro, sublime nella sua irregolarità, perché il perenne agitarsi dei poteri, che qui si fronteggiano con i loro simboli, sembra si acquieti nella suprema sintesi della bellezza. Vi si affaccia il Palazzo dei Consoli (1270) col suo elegante prospetto in travertino e arenaria, ritmato da un duplice ordine di bifore gotiche e con un&#8217;ampia loggia.  Ad esso si contrappongono ben tre chiese, quella di S. Michele (sec. XII-XIII) con la facciata in travertino, quella di S. Silvestro, del XII sec. che presenta una facciata incompiuta in blocchetti di travertino nella parte inferiore e in pietra del Subasio in quella superiore; l&#8217;interno, di suggestiva semplicità, è diviso in tre navate da robuste colonne con capitelli corinzi.<span id="more-886"></span>Infine S. Domenico (sec. XIII-XIV) aggiunge grazia alla dissimmetrica piazza che fa incetta di altri stili come il finto gotico ottocentesco della fontana e la colonna romana a capitello corinzio che sembra lasciata lì giusto per fare un po&#8217; di scena.</p>
<p>Notevoli i resti dell’epoca imperiale: il fianco e la facciata posteriore del tempio e il frigidarium delle terme formato da nicchie decorate a mosaico a tessere bianche e nere, con un pregevole mosaico del II sec. d.C. ispirato al mondo marino.</p>
<p>La cinta muraria, ricca di torri e bastioni, è interrotta da porte medievali o da aperture più recenti che consentono l&#8217;ingresso al centro storico. Al suo interno Bevagna mostra l&#8217;impronta di città medievale, dove è ancora viva la tradizione artigiana delle botteghe che si aprono sulle caratteristiche viuzze.</p>
<p>Tra i mestieri tramandati di padre in figlio, quello che storicamente ha caratterizzato il territorio è la lavorazione della canapa.</p>
<p>Un tempo per la lavorazione delle corde veniva impiegata la canapa di scarto, mentre la migliore era usata per la fabbricazione delle tele &#8220;Bevagne&#8221;, apprezzate in tutto lo Stato Pontificio.</p>
<p>Il <strong>Mercato delle Gaite</strong> si svolge nella ultima decade del mese di giugno.<br />
La festa trae ispirazione dalla originaria divisione del paese in quattro &#8220;Guaite&#8221; o quartieri.<br />
Il loro nome deriva dalle antiche chiese: San Giovanni, l&#8217;attuale S. Michele Arcangelo, S. Maria Filiorum Comitis, San Pietro, di cui si hanno notizie fino al XV secolo e San Giorgio, ora SS. Domenico e Giacomo.<br />
Il paese, totalmente coinvolto, recupera le sue tradizioni, le sue radici con una fedeltà storica che rende pregevole la ricostruzione degli ambienti, delle vie, di momenti della vita quotidiana, delle attività economico artigianali quali la lavorazione delle corde, del ferro battuto e dei vimini.<br />
La città per una settimana si anima di personaggi in costume, botteghe che ripropongono vecchi mestieri, rivitalizzando antiche vie e vicoli, che durante l&#8217;anno rimangono ai margini della vita paesana.<br />
La tradizionale animosità bevanate si riaccende nelle gare che vedono opposte le quattro gaite, in contese e giochi che costituiscono veri momenti di festa e di aggregazione.<br />
Di notevole qualità e genuinità è la gastronomia offerta durante la settimana nelle taverne perché arricchita da antiche e gustose ricette medievali.</p>
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