Spoleto e il suo territorio
Spoleto seduce e affascina per la sua storia millenaria, in alcuni momenti pacifica e in altri tumultuosa. Le migliori testimonianze del suo ricchissimo e glorioso passato sono conservate all’interno dei suoi numerosi musei e negli itinerari che conducono alla scoperta dei suoi monumenti. Oggi, la città cantata da San Francesco, raccontata da Goethe e da Michelangelo, esaltata dal prestigio delle sue istituzioni culturali, per l’internazionalità del suo nome, divide la sua anima tra passato e presente guardando anche al futuro. Giungendo da sud in automobile, Spoleto accoglie il visitatore con il maestoso prospetto del Ponte delle Torri e la poderosa mole della Rocca, sorta di vigile vedetta sul denso accumulo di case dispiegate sulla collina; a destra, incastonata nel fitto bosco del Monteluco, campeggia la chiesa di San Pietro.
Scendendo alla stazione ferroviaria si è invece accolti dal Teodelapio di Alexander Calder. Donato dall’artista nel 1962, questo Stabile è il primo di grandi dimensioni realizzato dall’artista americano e prototipo per numerosi altri oggi in città di tutto il mondo. In fondo al viale, fa da contraltare al Teodelapio la Colonna del Viaggiatore di Arnaldo Pomodoro.
Al visitatore, che si spera non frettoloso, si propongono quattro diversi itinerari, da scegliere a seconda dell’interesse, delle esigenze e del tempo a disposizione.
Avendone molto è possibile visitare anche il circondario, altrettanto denso di testimonianze dall’epoca romana ai nostri giorni.
Il Duomo
Lo splendido duomo di Spoleto, dedicato all’Assunta, venne costruito alla fine del XII secolo, in stile romanico, al posto dell’antica cattedrale distrutta dal Barbarossa nel 1155, e consacrato da Innocenzo III nel 1198.
La facciata, divisa orizzontalmente in tre parti, presenta nella parte inferiore un magnifico portale romanico e un portico rinascimentale; nella parte mediana una galleria cieca, uno splendido rosone e quattro rosoncini; nella parte superiore, di forma triangolare, tre rosoncini e tre arcate ogivali profilate, la mediana con mosaico di sapore bizantino.
A fianco c’è il grande campanile del XII secolo, costruito con materiale di spoglio romano e altomedievale.
L’interno, ricostruito nel ’600 e rinnovato nel ’700, a croce latina, con tre navate e grande abside, presenta importanti opere d’arte: sul portale mediano il busto bronzeo di Urbano VIII eseguito dal Bernini; gli affreschi del Pinturicchio nella Cappella del Sacro Cuore; quelli, importantissimi, di fra’ Filippo Lippi che decorano l’abside; altri affreschi, sculture, un Carracci, ed infine la tomba di Lippi, voluta e pagata da Lorenzo il Magnifico, e con epigrafe del Poliziano.
Dalla canonica, in cui è un archivio che conserva un autografo di S. Francesco, si può scendere nella cripta di S. Primanio: del IX secolo, con volta a botte e affreschi dell’epoca, rappresenta un raro esempio di monumento altomedievale.
SPOLETO – Itinerario n. 1
Piazza della Libertà, Teatro Romano, Arco di Druso, Piazza del Mercato, Cattedrale, Rocca Albornoziana, Ponte delle Torri
Numerosi sono i monumenti che arricchiscono il centro storico di Spoleto. In Piazza della Libertà spicca il seicentesco palazzo Ancaiani. Sulla destra dell’edificio è un suggestivo affaccio sul Teatro Romano (I sec. d.C). Riportato alla luce alla fine del XIX secolo, è oggi parte del Museo Archeologico Nazionale e utilizzato anche durante il Festival dei Due Mondi per spettacoli di danza. Dalla piazza si raggiunge in breve l’Arco di Druso. Era questo l’ingresso trionfale al foro romano, l’attuale piazza del Mercato. Costruito nel I secolo d.C. in onore di Druso e Germanico, figli dell’imperatore Tiberio, si presenta oggi in parte nascosto dalle case e interrato rispetto all’attuale piano stradale.
In questo punto è percepibile la stratificazione della città: il pilone dell’arco poggia infatti sull’originario piano del foro, a ridosso dei resti di un antico tempio sul quale venne edificata in epoca romanica la chiesa di Sant’Isacco, a sua volta inglobata nella soprastante chiesa di Sant’Ansano. Quello che rimane dell’edificio sacro medievale è la cripta, ricavata utilizzando in parte le scale del tempio romano (accesso dalla chiesa di Sant’Ansano).
Poco oltre l’arco è la Piazza del Mercato, dall’età romana e fino al secolo scorso il luogo più animato della città. Percorrendo via del Municipio, in leggera salita, si giunge alla Casa Romana, posta su un terrazzamento immediatamente superiore a quello del foro. Scavata tra la fine del XIX sec. e i primi decenni del successivo, fu in passato identificata come la dimora di Vespasia Polla, madre dell’imperatore Vespasiano. Sopra l’area della casa sorge il Palazzo del Comune, attualmente oggetto di impegnativi lavori di restauro. Tornando in piazza del Mercato, si imbocca a sinistra della fontana via del Palazzo dei Duchi, con i caratteristici “banchi” delle botteghe cinquecentesche. La contigua via Saffi conduce al palazzo Vescovile e alla chiesa di Sant’Eufemia: tra i più notevoli edifici romanici dell’Umbria, è caratterizzata da un ordinamento interno a tre navate e dalla rara presenza del matroneo (ingresso dal Museo Diocesano). Poco oltre, superato a destra il maestoso prospetto del Palazzo del Comune, la via si apre su una superba vista della Cattedrale. Ricostruita alla fine del XII sec., sostituì un primitivo tempio cristiano dedicato al martire Primiano. La facciata, illuminata dal mosaico di Solsterno, è preceduta da un portico rinascimentale cui un recente restauro ha restituito la sapiente cromia dei marmi bianchi e rosa. Il Giro del Ponte, tradizionale passeggiata per gli abitanti di Spoleto, ne circoscrive il perimetro e permette di godere dello splendido panorama sul Monteluco e sul Ponte delle Torri, eretto alla fine del Trecento sui probabili resti di un acquedotto romano per condurre l’acqua dal monte alla città. Al suo estremo è il Fortilizio dei Mulini, da cui prendono il via numerose passeggiate verso la montagna spoletina. Percorrendo via del Municipio, in leggera salita, si giunge alla Casa Romana, posta su un terrazzamento immediatamente superiore a quello del foro. Scavata tra la fine del XIX sec. e i primi decenni del successivo, fu in passato identificata come la dimora di Vespasia Polla, madre dell’imperatore Vespasiano. Sopra l’area della casa sorge il Palazzo del Comune, attualmente oggetto di impegnativi lavori di restauro.
Tornando in piazza del Mercato, si imbocca a sinistra della fontana via del Palazzo dei Duchi, con i caratteristici “banchi” delle botteghe cinquecentesche. La contigua via Saffi conduce al palazzo Vescovile e alla chiesa di Sant’Eufemia: tra i più notevoli edifici romanici dell’Umbria, è caratterizzata da un ordinamento interno a tre navate e dalla rara presenza del matroneo (ingresso dal Museo Diocesano). Poco oltre, superato a destra il maestoso prospetto del Palazzo del Comune, la via si apre su una superba vista della Cattedrale. Ricostruita alla fine del XII sec., sostituì un primitivo tempio cristiano dedicato al martire Primiano. La facciata, illuminata dal mosaico di Solsterno, è preceduta da un portico rinascimentale cui un recente restauro ha restituito la sapiente cromia dei marmi bianchi e rosa. Il Giro del Ponte, tradizionale passeggiata per gli abitanti di Spoleto, ne circoscrive il perimetro e permette di godere dello splendido panorama sul Monteluco e sul Ponte delle Torri, eretto alla fine del Trecento sui probabili resti di un acquedotto romano per condurre l’acqua dal monte alla città. Al suo estremo è il Fortilizio dei Mulini, da cui prendono il via numerose passeggiate verso la montagna spoletina.
Spoleto – Itinerario n. 2 – I Musei
Museo Archeologico Nazionale, Pinacoteca Comunale, Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Casa Romana, Museo Diocesano, Rocca Albornoziana
Da Piazza della Libertà, attraverso via Apollinare, si giunge al Museo Archeologico Nazionale. Ospitato nel complesso di Sant’Agata, il Museo raccoglie materiali provenienti da scavi nella città e nel territorio, epigrafi e statue di epoca romana. Di particolare interesse sono le tavole della Lex Spoletina, antica e severa legge promulgata per la protezione del bosco sacro. Essa puniva chi avesse tagliato, profanato o asportato le piante al di fuori del giorno destinato al sacrificio in onore delle divinità della selva.
Percorrendo Corso Mazzini si arriva ad uno degli ingressi della Pinacoteca Comunale, tra i musei più ricchi e interessanti di tutta la regione. Recentemente riallestita in Palazzo Rosari Spada (sede provvisoria), residenza nobiliare del XVII-XVIII sec., la collezione include il pregevole gruppo di croci dipinte del XIII-XIV sec., della cui produzione Spoleto fu capitale incontrastata.
Risalendo Via Plinio il Giovane e del Mercato fino a Piazza del Mercato si arriva alla Casa Romana. Si tratta di una pregevole abitazione signorile risalente al I sec. d.C, il cui schema architettonico riflette quello classico delle abitazioni romane. Sono infatti presenti l’atrio, dotato di un bacino di raccolta delle acque piovane, il tablinum, il triclinium, il peristilium, nonché cubicula e stanze di servizio.
Tutti gli ambienti sono pavimentati a mosaico; in qualche punto sono tracce di affreschi. Tornati sulla piazza del Mercato e percorsa la breve via Palazzo dei Duchi (poi via Aurelio Saffi), si raggiunge il Museo Diocesano. Il museo è collocato nelle dieci sale dell’ala del palazzo arcivescovile detta Appartamento del Cardinale. Continuando a salire per via Aurelio Saffi si raggiunge la Rocca Albornoziana. Opera di Matteo Gattaponi, la struttura presenta due cortili e un complesso sistema di torri angolari unite fra loro da alte mura difensive. I recenti lavori di restauro hanno anche consentito il recupero di larga parte delle decorazioni. Tra queste spiccano quelle della cosiddetta “Camera pinta”, una stanza adorna di un ciclo pittorico di soggetto cavalleresco e cortese tra i più notevoli dell’Italia centrale.
Spoleto – Itinerario n. 3
Lungo la strada che dalla statale Flaminia porta a Monteluco si trova la Chiesa di San Pietro, una delle più importanti chiese dell’Umbria. La forma attuale risale alla fine del XII e gli inizi del XIII sec., il periodo più florido dell’architettura romanica spoletina. Lo testimonia la preziosa facciata, i cui rilievi illustrano scene relative alla vita del santo apostolo ed episodi di intento moralistico tratti dalla novellistica medievale.
Riguadagnata la strada carrozzabile si arriva velocemente al Fortilizio dei Mulini, da dove inizia la suggestiva passeggiata del Giro dei Condotti, che lascia scoprire uno tra i più bei panorami sulla città. Il percorso termina nel quartiere della Ponzianina da dove si raggiunge facilmente il monastero e la chiesa di San Ponziano. È questo il luogo dove, secondo la tradizione, trovò sepoltura nel 175 d.C. il giovane martire spoletino Ponziano, divenuto poi il santo patrono della città.
Poco lontano è la basilica di San Salvatore, di eccezionale valore artistico e storico. Dedicata in origine ai martiri Concordio e Senzia, venne forse costruita tra la fine del IV e l’inizio del V secolo. A questo punto dell’itinerario si torna indietro verso la parte bassa della città fino a raggiungere piazza della Vittoria, dove si trova il Ponte Sanguinario (nel sottosuolo), del I secolo a.C. Oltrepassata la moderna porta San Gregorio si è nella animata piazza Garibaldi, chiusa da un lato dalla chiesa di San Gregorio Maggiore. L’edificio attuale è in gran parte del XII sec. ma la chiesa ha origini più antiche. Più volte rimaneggiato nel corso del XVI e XVIII sec., l’edificio presenta tuttavia un aspetto assai simile a quello di altre chiese cittadine e del territorio, emblematica testimonianza della penetrazione dei motivi dell’architettura romanica lombarda.
Da via dell’Anfiteatro si raggiunge il recinto dell’ex monastero della Stella, dove sorgono la settecentesca chiesa dei SS. Stefano e Tommaso, gli edifici monastici e l’Anfiteatro del II sec. d.C., ora oggetto di importanti lavori di recupero.
Continuando via dell’Anfiteatro e la successiva via Cecili, si arriva a scorgere il tratto meglio conservato dell’antica cinta urbica, formato da uno strato inferiore, composto da grandi blocchi poligonali e riferibile al VI secolo a.C., e uno strato superiore conseguente alla fondazione della colonia romana (241 a.C.).
Poco avanti svetta la torre dell’Olio, del XIII secolo, la cui denominazione ricorda l’uso difensivo di versare olio bollente dall’alto delle torri. Poco oltre l’imbocco è la porta Fuga, così denominata a ricordo della rotta di Annibale sotto Spoleto nel 217 a.C. Da piazza Torre dell’Olio si consiglia di prendere via Gregorio Elladio per giungere in breve all’ex chiesa e convento San Nicolò, antico insediamento agostiniano. Di proprietà comunale, oggi ospita convegni e manifestazioni culturali.
Spoleto – Itinerario n. 4
Alla scoperta del comprensorio spoletino in direzione di Campello sul Clitunno, Castel Ritaldi, Giano dell’Umbria
Campello è un borgo composto dai due nuclei di Campello Alto e Basso. Il primo è un abitato fortificato sorto intorno ad un castello del X sec.; l’abitato basso si coagula invece intorno alla cinquecentesca chiesa della Madonna della Bianca. Tornati lungo la strada statale e oltrepassati i ruderi di SS.Cipriano e Giustina, è la piccola Chiesa di S.Sebastiano, fatta costruire dalla popolazione come ex voto per lo scampato contagio dalla peste, molto diffusa in Umbria tra il 1522 e il 1528. Un luogo di grande interesse è rappresentato dalle vicine Fonti del Clitunno. Qui le vene sorgive del Clitunno danno luogo ad un piccolo lago che deve il suo attuale aspetto ad una sistemazione ottocentesca ma che era già famoso nell’antichità. Allora le acque erano assai più abbondanti, tanto che se ne poteva risalire il corso per interpellare l’oracolo del Clitunno, dio del fiume, cui era dedicato un tempio e a cui si sacrificavano i buoi, bianchissimi e di notevoli dimensioni, che rendevano assai rinomata la zona. La sacralità dell’area è testimoniata dal vicino Tempietto, singolare edificio per il culto cristiano realizzato sullo schema classico del tempio pagano.
Castel Ritaldi è sorto nel Duecento sul luogo di un vico romano; il paese conserva il caratteristico impianto di castello a forma quasi circolare e al suo interno. Da Castel Ritaldi si può poi proseguire in direzione di Colle del Marchese e lungo la strada si incontra la Pieve, ove sorge la duecentesca Chiesa romanica di S. Gregorio (1141), di notevole valore per la facciata. Si prosegue per Macciano fino a giungere a Giano dell’Umbria.
Sovrastata dalla severa mole del Monte Martano (1094 mt), Giano dell’Umbria è accovacciata sulle sue pietre silenti come una sentinella sulla Valle Umbra. Scendendo dalla piazza del Municipio, dove si affacciano il Palazzo pubblico, la Chiesa della Madonna delle Grazie (XIV-XVIII sec) e la Chiesa di S. Michele Arcangelo (XIV sec), sono visibili le stratificazioni della struttura medievale del paese racchiuse fra due cerchia di mura. Fuori dalle mura è la Chiesa di S. Francesco, eredità monumentale di uno dei primi romitori francescani umbri, che conserva affreschi di scuola umbra del XIV secolo.
L’Abbazia di S. Felice, raggiungibile attraverso una strada panoramica, è un gioiello di arte romanica di matrice benedettina tra i più interessanti dell’Italia centrale. All’austera architettura di influsso lombardo della Chiesa, edificata nel XIII secolo, si unisce la bella cripta, che conserva le spoglie mortali del Santo e il suggestivo chiostro agostiniano, risalente al XVII secolo. Da visitare anche la rete dei piccoli borghi medievali che costellano il territorio di Giano, come Montecchio, Castagnola, Morcicchia, che costituivano una vera e propria rete fortificata di Castelli a protezione del Ducato spoletino e che conservano ancora oggi significative vestigia del loro passato.











Dedicato a chi si ama. Festeggiamo le nozze di sposi felici da oltre trent'anni.
Per chi ama i piaceri della buona tavola l'Umbria è senz'altro una destinazione da non perdere.
Per uno spuntino veloce, un aperitivo, una piacevole serata con gli amici e con i compagni di viaggio, suggeriamo una visita al nostro San Lorenzo Wine Bar.











